Split payment, definiti gli enti tenuti all’applicazione del meccanismo

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Split payment, definiti gli enti tenuti all’applicazione del meccanismo

Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha pubblicato gli elenchi validi per l’anno 2018 per l’applicazione del meccanismo dello split payment[1], in attesa della approvazione del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze previsto dall’art. 3 della legge 4 dicembre 2017, n. 172, di conversione, del Decreto Legge 148/2017 (cd. “Decreto Fiscale”), recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”.

 

Come è noto, il Decreto Fiscale estende, a decorrere dal 1° gennaio 2018, l’applicazione della “scissione dei pagamenti”, anche agli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali e alle fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche. In particolare, per le fatture emesse dalla suddetta data, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, lo “split payment” verrà applicato nei confronti dei seguenti soggetti:

 

  • tutte le pubbliche amministrazioni;

  • gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona;

  • le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;

  • tutte le società controllate, in via diretta, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (e le società da queste stesse controllate);

  • tutte le società controllate, in via diretta o indiretta, dalle amministrazioni pubbliche, dalle regioni, province, città metropolitane, comuni ed unioni di comuni o da enti pubblici economici nazionali, regionali e locali e da fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche (e le società da queste stesse controllate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%);

  • le società quotate in borsa, limitatamente a quelle inserite nell’indice FTSE Mib di Borsa Italiana e le società da queste stesse controllate.

Tra l’altro, con le modifiche già apportate alla disciplina dal precedente D.L. 50/2017 convertito, con modificazioni nella legge n.96/2017, il suddetto meccanismo, che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2020, è esteso anche alle prestazioni di servizi rese dai professionisti, i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito.

 

In particolare, il Dipartimento delle Finanze del MEF ha pubblicato gli elenchi aggiornati, validi per l’anno 2018, relativi ai soggetti interessati dall’applicazione del meccanismo dello split payment, fermo restando che gli elenchi non riguardano le pubbliche amministrazioni, per le quali va fatto riferimento all’elenco pubblicato all’interno del sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it).

 

Si ricorda che gli elenchi aggiornati pubblicati possono essere consultati all’indirizzo http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/ ed è possibile effettuare la ricerca di: – fondazioni; – enti pubblici; – società; presenti negli elenchi tramite codice fiscale.

 


[1]Come noto, il meccanismo viene attualmente disciplinato all’art.17-ter del DPR 633/1972 (in base al quale le imprese non ricevono più l’IVA sulle fatture emesse nei confronti dello Stato e degli Enti pubblici territoriali, che viene versata direttamente dal committente).